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Cosa vedere
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![]() Miniatura di Isola Dovarese tratta da un documento su pergamena (1585) |
Entrando nel territorio di Isola, da est e da nord, si nota il legame del borgo con l'acqua. Il fiume scorre attorno all'abitato, mettendo in risalto il saliscendi dei terrazzamenti, formati dallo scorrere delle acque nel corso dei secoli.
![]() L'Oratorio San Giuseppe |
Molte, sono le testimonianze della storia ancora presenti, che denotano un progetto urbanistico a noi sconosciuto, ma che dal '400 in poi ha caratterizzato il borgo come luogo di passaggio verso i domini veneziani e come luogo del buon vivere.
Tutto ciò è testimoniato dalla grande piazza, fatta costruire da Giulio Cesare Gonzaga verso il 1590 e affidata alla progettazione dell'architetto Giulio Brunelli.
Le dimensioni considerevoli per un borgo così piccolo (misura infatti m40 x m80) e la centralità ne fanno uno degli esempi più importanti dell'architettura rinascimentale gonzaghesca.
Si nota nel lato maggiore della piazza il grande portale ad arco residuo di una costruzione precedente che probabilmente introduceva alla "platea" antistante la rocca, situata dove ora sorge il palazzo delle scuole.
"Ecce Homo" di B. Campi |
Nel palazzo pretorio, ora sede del Municipio, si possono visitare le prigioni, una importante testimonianza dello scorrere della storia, letta attraverso gli importanti graffiti lasciati dai prigionieri, sino alla metà dell "800 e che raccontano quanto Isola sia legata al fiume. Attraversando l'arco si entra nella contrada di porta Tenca e poco più avanti si incontra la chiesa parrocchiale di S. Nicola da Bari (protettore dalle insidie delle acque). La chiesa subisce nei secoli notevoli modifiche, partendo da quella piccola chiesa plebana costruita fra trecento e quattrocento nel punto più elevato del borgo.
![]() L'Annunciazione, per gli isolani è la "Madonna del gatto" |
All'interno si possono ammirare notevoli dipinti, quali ad esempio: "l'Annunciazione" attribuita alternativamente ad Altobello Melone o a Gianfranco Bembo e "l'Ecce Homo" di Bernardino Campi, sull'altare che porta ai vertici le insegne dei Gonzaga.
Nella contrada di S.Giuseppe si trova l'oratorio omonimo eretto nel 1688. Dietro la semplice facciata si nasconde una navata ricca di affreschi che definiscono illusionisticamente un'architettura sontuosa. Nella contrada di S.Bernardino, si trova il convento omonimo, eretto nel 1476 e del quale rimangono solo alcune tracce architettoniche, in quanto dopo la soppressione degli ordini monastici venne trasformato in abitazione privata.
